Il Senato degli Stati Uniti vuole legare le mani a Trump sul Venezuela. Ma Washington e Tel Aviv si buttano sul sostegno al Marocco. Il Tazebao del giorno

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Il Tazebao – Per soli cinque voti, 52 a 47, è passata una mozione dem al Senato statunitense che proibisce formalmente a Donald Trump di intraprendere ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza previa autorizzazione del Congresso. Quattro di questi cinque voti provengono da “franchi tiratori” repubblicani, nella fattispecie Rand Paul, Todd Young, Lisa Murkowski e Josh Hawley. Difficile che tale mozione possa trovare attuazione pratica, dovendo adesso passare al vaglio della Camera e, soprattutto, la possibilità di veto ad opera dello stesso Trump, di cui certamente usufruirebbe. Il documento va così a rappresentare, perlopiù, un gesto simbolico che riflette l’ampia e netta opposizione nella società statunitense come in quella venezuelana, in cui le strade si sono riempite, sì, ma di cittadini richiedenti l’immediata liberazione del loro legittimo presidente e ribadenti il sostegno al governo bolivariano. The Don, nel frattempo, inizia a occhieggiare l’Africa e, sulla scia di un accordo appena firmato tra Marocco e Israele nell’ambito della cooperazione militare (analogo a quello che lo Stato ebraico ha concluso con l’India qualche mese fa), annuncia il suo sostegno a Rabat sulla questione del Sahara Occidentale, consolidando un asse strategico affacciante sull’Atlantico e rafforzando i legami americano-sionisti-magrebini propiziati dagli Accordi di Abramo. (JC)

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