Il Libano in lotta per la stabilità politica: eletto Nawaf Salam per la formazione del nuovo governo. Il Tazebao del giorno

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Il Tazebao – Sullo sfondo delle rinnovate tensioni con Israele, tra l’entrata dell’esercito libanese nel villaggio di confine di Aytaroun e i bombardamenti dell’aeronautica di Tel Aviv in risposta, le elezioni libanesi, che hanno visto vincitore il capo dell’esercito stesso, Joseph Aoun (non imparentato con l’omonimo Michel), hanno portato alla scelta di Nawaf Salam per la formazione del governo, con un voto che ha pesantemente sconfitto il presidente uscente Najib Mikati. Già vicepresidente dell’Assemblea Generale dell’ONU, giudice e presidente della Corte Penale Internazionale e presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nonché rappresentante permanente del Libano in queste ultime, Salam ha presieduto la causa del Sudafrica proprio contro Israele, e il vociferato, sorprendente sostegno di Stati Uniti e Francia alla sua candidatura potrebbe preludere a un obiettivo di stabilizzazione quale dichiarato, pur confusamente e contraddittoriamente come nel suo stile, anche dallo stesso Trump. Infatti, si è tornati a parlare con insistenza di un imminente accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas: si svolgeranno oggi a Doha i negoziati. Frattanto, fonti militari affermano che l’esercito israeliano, che solo negli ultimi tre giorni ha subito 10 morti e decine di feriti in combattimento in Palestina senza ottenere alcun successo sul campo, si sarebbe ritirato anche dal villaggio siriano di Maalaqa, nel Golan del sud al confine con la Giordania. (JC)

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