Il Tazebao – A quanto riportato ieri dalla Reuters, il Congresso degli Stati Uniti ha proposto biunivocamente di applicare sanzioni alla Turchia per il suo impegno in Siria e in particolare per i suoi attacchi militari contro le Forze Democratiche Siriane, ovverosia la coalizione di milizie curde attualmente in controllo di tutto il nord-est del Paese. Washington, assieme a Tel Aviv, ha infatti sempre sostenuto i curdi fin dall’inizio del conflitto nel 2011, favorendone l’occupazione dell’area più produttiva e ricca di risorse così da privare le zone allora controllate dal governo di Assad di fonti per la crescita economica, parallelamente all’embargo che fu imposto a quest’ultimo. Gli Stati Uniti stanno quindi utilizzando la tattica del bastone e della carota, rilasciando contemporaneamente dichiarazioni “concilianti” sulla necessità di lavorare insieme, americani e turchi, per il raggiungimento di un cessate il fuoco e l’istituzione di una zona demilitarizzata tra Turchia e Siria. Tuttavia, proprio ieri un convoglio militare statunitense è entrato nella provincia di Hasakah, nella Siria orientale, dall’Iraq, mentre proseguono gli scontri tra turchi e curdi al nord. Si segnala anche l’azione di un’unità del vecchio Esercito Arabo Siriano, che ha teso un’imboscata a un contingente di HTS alla prigione di Sednaya, uccidendo diversi miliziani per poi ritirarsi. Nel “tutti contro tutti” siriano, la partita è ancora aperta e crescono sempre più le possibilità di uno scontro della Turchia con Stati Uniti e Israele. Anche questo fa parte della contesa per l’egemonia mondiale. (JC)

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