Distrutto con l’argento, con l’argento distrugge. Willi Münzenberg sulla rinascita del Catai: “Il tempo del disvelamento conclude i 5 secoli della moneta a debito”

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Il Tazebao – Demonetizzato e distrutto da Londra in poco più di 50 anni tramite il commercio dell’oppio prodotto nel Raj britannico in cambio di argento poi trasferito tutto a Londra, il Catai, un secolo dopo la caduta della dinastia dei Qing (1911), restituisce a Londra nel quinto anno del tempo del disvelamento apertosi nel 2020 quanto subito.

Nel 2020 fonda infatti a Shangai, l’ex cittadina marittima usata da Londra per attraccarvi la flotta e distruggerlo, il nuovo mercato dell’oro e dell’argento in sostituzione di quelli gestiti da Londra.

Non dimentica quanto subito da Londra fra il 1839 e il 1840 quando, dopo aver scritto alla Regina chiedendo perché a fronte delle sue esportazioni di tè, seta, porcellane, spezie, dovesse in cambio essere invaso dall’oppio, che trasformava milioni di cinesi in poveri dipendenti dalla droga, subisce quanto racconterà ancora oggi ignorato criverà Cipolla:

“Men­tre le importazioni in Euro­pa di prodotti cinesi continuavano a crescere, non c’era prodotto europeo che riuscisse a interessare il consumatore cinese. Letteralmente disperati, i direttori della East India Company inglese e della Vereenigde Oost-Indische compagnie fecero mille e uno tentativi di penetrare il mercato cinese con prodot­ti europei. Tentarono persino con stampe e dipinti di natura pornografica. Ma sempre invano. L’unico bene di cui gli europei di­sponessero che interessava i cinesi e che questi ultimi erano disposti ad accettare in cambio delle loro merci era l’argento americano. L’unico bene di cui gli europei di­sponessero che interessava i cinesi e che questi ultimi erano disposti ad accettare in cambio delle loro merci era l’argento americano”.

“A partire dal 1820 la bilancia commerciale ci­nese si fece passiva e l’ar­gento cominciò a fuoruscire dall’Impero. Tra il 1828 ed il 1836 i soli mercanti inglesi esportarono dalla Cina argento per oltre 38 milioni di dollari. Il diaboli­co piano elaborato dalla East India Company nella seconda metà del Settecen­to era riuscito in pieno su­perando ogni aspettativa”.

“Il 30 ottobre 1838 l’imperatore dava or­dine a Lin Tse-Hsù di re­carsi a Canton ed estirpare il traffico dell’oppio. Lin partì da Pechino l’8 gennaio 1839 e arriva a Canton il 10 marzo. Tra aprile e maggio impone ai mercanti britannici la consegna dì 20mila bauli di oppio, per un valore di ol­tre 20 milioni di dollari, e lo fa bruciare. Mentre l’imperatore promulga che chiun­que fosse trovato a commerciare in oppio sia condannato a morte per decapitazione e i gestori delle “case da oppio” per strangolamento. Pochi mesi dopo, a giugno del 1840 le navi da guerra inglesi Alligator, Wellesley, Conovay, Rattlesnake, chiudono la baia di Canton. Il 5 luglio le truppe inglesi sbarca­no a Chusan e occupano Tinghai”.

Il Catai è in ginocchio. Vieno costretto a cedere Hong Kong, ed aprire i porti al traffico di oppio con la totale immunità per i mercanti britannici. E in ginocchio resterà fino alla successiva occupazione giapponese e alla II Guerra mondiale che in Catai farà 30 milioni di morti, ancora oggi totalmente ignorati tanto in Europa che nelle sue colonie di oltremare.

Nel 1934 Londra liquida definitivamente il Catai facendo varare alle colonie un programma di acquisto massivo di argento. L’argento – unica moneta usata dal Catai – defluisce verso le colonie come e più che ai tempi dell’oppio. Senza moneta, l’economia del Paese si paralizza con la deflazione. Il Giappone ha già invaso. Il Catai, viene distrutto.

A gennaio del VI anno del tempo del disvelamento, il Catai rinato vieta l’esportazione di argento. Dopo aver varato anche per l’argento il mercato dell’argento fisico. I prezzi ormai divaricano: il 24 dicembre 2025, l’argento fisico a Shanghai quota 78$ l’oncia, mentre l’argento cartaceo nelle colonie si vende e si compra a 72$.

Fonte: Oro e argento scacciano la moneta merde

In copertina: Unsplash

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