Decade oggi il Trattato New START: la contesa russo-americana abbraccia anche l’Artico. Il Tazebao del giorno

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Il Tazebao – Giunge oggi dal Cremlino l’annuncio, tramite il portavoce ufficiale Dmitrij Peskov, per il quale il governo degli Stati Uniti non ha risposto alla proposta del Presidente Vladimir Putin di rinnovare ufficialmente il Trattato New Strategic Arms Reduction Treaty, firmato nel 2010 ed entrato in vigore nel 2011, ma dal quale tuttavia la Russia si era autosospesa nel 2023, nel giorno del primo anniversario del suo riconoscimento delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, prodromo dell’operazione militare speciale in Ucraina. Avendo esso sostituito tutti i precedenti accordi START, ad oggi, dunque, non sussiste più alcun patto bilaterale tra Russia e Stati Uniti, né documenti vigenti in materia di disarmo nucleare. L’attitudine fondamentalmente ostile dell’amministrazione Trump verso la Russia, già esplicitamente dimostrata a fondamento delle minacce e delle pressioni sul Venezuela, continua a rivelarsi anche nell’Artico, nonostante la stessa Unione Europea abbia ammesso che non vi è alcuna significativa presenza di navi russe e cinesi in prossimità della Groenlandia; tuttavia, un portavoce della NATO ha annunciato che quest’ultima sta pianificando di incrementare le proprie attività militari nella zona, sotto il nome in codice «Sentinella dell’Artico»; la Russia, pur smentendo insieme alla Cina (si è svolto ieri un colloquio telefonico tra Putin e Xi Jinping) ogni interesse espansionistico o annessionistico sulla Groenlandia, si è tuttavia detta parimenti pronta a difendere i propri interessi in loco. (JC)

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