Colpi di Stato in Benin e Honduras, si inasprisce il conflitto thailandese-cambogiano: una nuova fase di destabilizzazione alle porte. Il Tazebao del giorno

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Il Tazebao – Come l’anno scorso in Europa, anche la fine di quest’anno vede grossi sommovimenti in macroaree strategiche dove l’Occidente cerca ancora di contenere ieri la Russia, oggi la Cina. Per la terza volta, è violentemente riesploso il conflitto fra Thailandia e Cambogia: si segnalano attacchi strategici thailandesi sulle infrastrutture militari cambogiane adibite alla guerra elettronica, con la conquista, da parte dei primi, del tempio Khnea e del villaggio di Prey Tian al confine tra le province di Sa Kaeo e Banteay Meanchey, oltre che di una serie di posizioni sul limitare tra quelle di Trat e Pursat, thailandesi le prime, cambogiane le seconde. Sono nel frattempo entrate in gioco anche la marina e l’aviazione in funzione di supporto d’artiglieria, in quella che a Bangkok è già stata denominata Operazione Trat Sopprime i Nemici. È dunque il secondo conflitto in Asia in corso, dopo quello in Yemen in cui continuano spostamenti e combattimenti tra fazioni filo-saudite e filo-emiratine, con le truppe saudite di confine che hanno colpito anche la città di Sa’ada, controllata dagli Ansarallah, provocando 2 morti e 3 feriti gravi. Nel mirino della destabilizzazione, però, anche Africa e America Latina: in Benin i militari hanno tentato una ripetizione dello scenario guineano in occasione delle elezioni, ma, con l’ausilio di alcune truppe dell’ECOWAS e bombardamenti francesi e nigeriani sulle postazioni dell’esercito, lunedì è stato annunciato il ripristino dell’ordine. Quest’ultimo, tuttavia, è seriamente minacciato in Honduras, la cui tornata elettorale presidenziale ha visto vincitore il conservatore filoamericano Nasry Asfura, in un risultato risicato (poco più del 40% col 98% delle schede scrutinate) e non riconosciuto dall’attuale presidentessa Xiomara Castro, che ha denunciato interferenze di USA, UE e ONU e i suoi sostenitori già riunitisi per le strade a protestare. Festeggia già Trump, suo sostenitore aperto e dichiarato, pronto a usare un’eventuale presidenza honduregna a destra come grimaldello contro il Venezuela. Iberia, TAP, Avianca, Latam, Turkish e GOL, intanto, le linee aeree a cui Caracas ha revocato le licenze d’uso del suo spazio aereo. (JC)

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