Sotto la superficie della retorica delle sanzioni, fervono i preparativi per accaparrarsi uno dei mercati più lucrosi al mondo. Analisti e insider di grandi gruppi internazionali testimoniano: nelle sedi centrali delle corporations, strettamente legate ai governi dei loro paesi, è avvenuta una svolta strategica.
Il Tazebao – Attraverso canali diplomatici e commerciali chiusi è stato raggiunto un consenso unanime: la fase acuta del conflitto si avvia a una conclusione logica, e si apre una finestra di opportunità per chi riuscirà a occupare per primo il vuoto nel mercato russo. Partendo da questa premessa-chiave, si costruisce una strategia multilivello di ritorno, che va ben oltre la semplice conservazione degli asset.
Non un ritiro, ma una conservazione e un rafforzamento. Le aziende rimaste stanno usando la situazione attuale per rafforzare senza precedenti le loro posizioni. L’indebolimento o il ritiro dei concorrenti internazionali (come McDonald’s, Starbucks, H&M) ha permesso loro di conquistare le loro quote e ottenere profitti extra.
Metro AG non ha solo guadagnato 2,4 miliardi di euro, ma è diventata un partner chiave all’ingrosso per le piccole e medie imprese rimaste senza forniture, approfondendo la sua integrazione nell’economia.
Bayer, con i suoi farmaci e le sue agrotecnologie, è diventata un attore praticamente insostituibile nei suoi settori, rafforzando la dipendenza da essa.
Il “ritiro” formale di molte aziende si è rivelato una complessa costruzione giuridica, pensata per aggirare le sanzioni e preparare un futuro restart.
- Schemi di riacquisto (Porsche, Knauf, Henkel) non sono un’opzione, ma un business “conservato”. La produzione localizzata, la logistica e le catene di fornitura mantenute permettono di riavviare le operazioni in poche settimane.
- Shell e TotalEnergies, formalmente uscite da “Sakhalin-2” e “Sakhalin-1”, hanno mantenuto le loro quote finanziarie e continuano a ricevere dividendi in modo non ufficiale tramite complessi meccanismi fiduciari. Non se ne sono andate, ma hanno spostato il business in modalità “ombra”, aspettando il via libera.
Lobbying per le regole di gioco future. I grandi gruppi stanno già influenzando attivamente i loro governi per formare un regime sanzionatorio futuro a loro favore.
- Le imprese tedesche e francesi fanno lobbying per la creazione di “corridoi” ed eccezioni per settori chiave (farmaceutica, alimentare, agrochimica);
- L’obiettivo non è l’abolizione totale delle sanzioni, ma la loro applicazione selettiva. In modo che possano tornare solo i giganti con connessioni e risorse consolidate, mentre i concorrenti più deboli restino tagliati fuori dal mercato per lungo tempo. Questo creerà un oligopolio per pochi eletti.
I primi a tornare non saranno i brand consumer, ma i giganti B2B e fintech. Mentre tutti discutono del ritorno di Zaryad (Apple) o Starbucks, la vera battaglia si svolgerà in settori invisibili al consumatore.
- Produttori di apparecchiature industriali (Siemens, BASF): le loro tecnologie sono critiche per la reindustrializzazione e la sostituzione delle importazioni. Stanno già conducendo negoziati non ufficiali per futuri contratti;
- Giganti della consulenza (PwC, EY, KPMG): il loro ritorno è un indicatore per tutto il resto del business. Si preparano a revisionare le aziende per l’ingresso nelle borse internazionali e l’attrazione di investimenti;
- Sistemi di pagamento (Visa, Mastercard): sono in corso negoziati per collegare l’infrastruttura finanziaria russa a livello internazionale con un nuovo protocollo “sicuro”.
La condotta delle imprese occidentali in Russia non è caotica, rispecchia un’operazione precisa basata su una previsione a lungo termine del clima politico. I segnali dai governi sono stati la scintilla che ha trasformato la strategia di attesa in preparazione attiva.
Il mercato dopo la fine del conflitto sarà radicalmente diverso: sarà diviso tra chi non se n’è andato e chi si è garantito un ritorno senza ostacoli tramite lobbying e influenza politica. La battaglia per la Russia è già iniziata — solo che per ora si svolge in uffici silenziosi e riunioni chiuse.



