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Interviste

La montagna, la crisi, le sfide, l’occasione (irripetibile) delle Olimpiadi 2026. Baselga pensa al domani

Ripensarsi dopo la grande crisi: una sfida per la montagna e le sue comunità. A confronto con l’Ing. Alessandro Santuari, sindaco di Baselga di Piné (TN).

La nuova amministrazione di Baselga di Piné (TN) a guida di Alessandro Santuari, insediatasi solo a fine 2020, si trova a governare in un momento storico unico. In tutti i sensi. La pandemia sta costringendo anche il tessuto economico-sociale della montagna a cambiare drasticamente.

Il dibattito sul destino della montagna

Come tutte le crisi anche questa è l’occasione per rivedere, ripensare il proprio modello economico e, nel caso della montagna, fortemente penalizzata dalle chiusure, per andare oltre a un modello basato sul turismo. Ne dà un’eccellente ricostruzione Philippe Descamps nell’ultimo numero di Le Monde Diplomatique nel suo “La montagna si emancipa dallo sci alpino” [1] che fotografa l’errore di aver puntato sulla monocultura turistica che molte economie montane stanno pagando. Queste riflessioni sono alla base del caso in esame, quello di Baselga di Piné, che sta progettando un modello alternativo. Ma andiamo per ordine.

La vittoria di Santuari

Prima ancora di capire quali sono gli indirizzi strategici della Giunta è opportuno ripercorrere il successo elettorale. Nonostante il trend nazionale, la Coalizione di Centrodestra, a livello locale, non ha saputo convincere gli elettori. Ovunque, eccetto che, appunto, a Baselga di Piné dove Santuari, professionista molto apprezzato, ha saputo costruire una coalizione unita prima e una Giunta poi solida, affiatata, pescando nelle energie migliori del territorio. Adesso Santuari e la sua squadra sono chiamati a ripensare il territorio sfruttando anche l’opportunità delle Olimpiadi del 2026 che si terranno anche proprio a Baselga. Il sindaco Santuari ci ha concesso un’intervista.

Cosa ritiene che abbia influito maggiormente nel vostro largo successo elettorale? Sicuramente vi siete presi una grande responsabilità in questo particolare momento storico…

“Trovare un elemento in particolare non è facile. Sicuramente aver saputo ascoltare le esigenze della nostra gente, con mesi fatti di numerosi incontri giornalieri. Aver saputo costruire un progetto condiviso e partecipato con il prezioso sostegno di oltre 50 componenti della nostra “Squadra” pieni entusiasmo e di voglia di dare un contributo per la nostra comunità”.

State pensando a un disegno strategico differente per la montagna? Quale?

“Nei problemi spesso si nascondono semi di benefici molto superiori. La pandemia ci ha dimostrato che la montagna può dare qualità di vita per il residente e soddisfare la “voglia di aria buona” del turista, connubio perfetto per uno sviluppo sostenibile. Se a questo aggiungiamo la capacità di rappresentare il terreno perfetto per numerosi sport, la possibilità di allenarsi in quota, l’offerta si completa in modo eccezionale. Certo le vicine realtà ci hanno dimostrato come le “monocolture” turistiche offrono molte meno certezze rispetto ad un’offerta diversificata”.

C’è un aspetto che mi ha incuriosito molto. Possiamo dire che la sua Giunta ha applicato concretamente l’inclusione e il diversity management, sempre più prezioso in tutte le organizzazioni di lavoro. Ritiene che anche questa linea sia indispensabile per il rilancio del territorio? Anche per il turismo…

“La diversità è ricchezza: non fonte di contrapposizioni sterili ma strumento per generare soluzioni sempre più complete e performanti [2]. Anche per la formazione della nostra Giunta sono state selezionate professionalità ed esperienze molto specifiche e diversificate, compresa la presenza di due componenti con disabilità. La combinazione di competenze di un ingegnere, un dottore farmacista, un avvocato, un geometra e due soggetti con esperienze di lunga data nel sociale e nello sport/associazionismo, arricchiti da esperienze molteplici degli stessi in ambiti complementari (cultura, sport, scuola, turismo…) stanno permettendo alla Giunta di affrontare le complesse sfide di oggi con approccio olistico.

Anche nell’ambito del turismo la convinzione è che non vada fornito un singolo prodotto ma che l’offerta debba essere un “preparato” costituito da una serie composita e bilanciata di ingredienti. Abbiamo la fortuna di amministrare un territorio naturalmente meraviglioso e storicamente toccato da una serie di eventi favorevoli eccezionali. L’abilità è saper combinare gli ingredienti per ottenere una ricetta unica: natura, laghi, conformazione del territorio, clima (esposizione solare, quota), cultura (mete di pellegrinaggio, chiese medioevali, associazioni culturali), prodotti tipici, materie prime (legno, porfido), sport (tradizione nel pattinaggio ma anche decine di altre associazioni sportive), persone ed esperienze…”

Veniamo alle Olimpiadi. Come è maturata questa opportunità?

“Si parla di Baselga di Pinè in ambito olimpico non per caso. Non scelta a tavolino, ottimizzazione di marketing ma “naturale” frutto di oltre 70 anni di tradizione nel pattinaggio di velocità. Una Storia nata dal basso, da sport e passione. Il lago di Serraia, storica meta di relax e simbolo dell’aria buona di montagna è stata la prima arena naturale prima della seconda guerra mondiale. Il Circolo Pattinatori Pinè nel 1948 si iscrive alla FISG. Da lì l’idea di creare uno “stadio del ghiaccio” che negli anni ha trovato la sede a Miola dove oggi sorge la pista da 400m e il palazzetto coperto, in posizione vocata per quota (1040 m), esposizione e temperature rigide invernali. Negli anni ’80 l’Amministrazione Comunale decideva di puntare su questo sport realizzando uno stadio artificiale, partendo proprio dall’anello di 400m. Da lì si sono succeduti Trofei internazionali, Mondiali (1995), Maratone di 24h, Universiadi (2013), Mondiali Junior (2019). Numerosi i campioni mondiali ed olimpici, nati e cresciuti sul territorio che continuano a farsi valere sulle piste di tutto il mondo. È oggi sede federale e ospita gli allenamenti di nazionali anche estere e atleti di tutto il mondo.

Sulla scorta della storia l’evento è stato sognato, desiderato e voluto da appassionati amministratori ed addetti ai lavori che ne hanno promosso la candidatura. La soluzione Pinè ha sicuramente rappresentato una carta vincente per l’esito della candidatura italiana. Elemento vincente la garanzia di un coerente utilizzo futuro, contrapposta ai tristi esiti di strutture analoghe (es. oval Torino 2006): non cattedrale nel deserto ma evoluzione di una struttura nata e cresciuta per uno sport specifico e domani adatta ad una polifunzionalità in grado di dare nuovo slancio ad un già meraviglioso territorio”.

Opportunità sì, ma anche sfida: il 2026 è lontano, non lontanissimo. Quali adeguamenti e scelte state portando avanti?

“Il 2026 è dietro l’angolo, ogni minuto è prezioso per permettere di arrivare in tempo per il test event preolimpico (2025).

La sfida si riassume nel trovare l’ottimizzazione dei seguenti requisiti:

  1. Rispetto dei budget previsti per la realizzazione delle opere;
  2. Inserimento armonico nel contesto;
  3. Risparmio energetico;
  4. Polifunzionalità e ottimizzazione degli usi futuri;
  5. Realizzazione di centro focale per il rilancio dell’intero territorio.

Elemento essenziale nella progettazione è la realizzazione di un’opera che, oltre alla sostenibilità ambientale, comporti anche costi di gestione sostenibili e che, in un’analisi costi benefici estesa al territorio, rappresenti un investimento profittevole per la Comunità.

A brevissimo si avvierà la progettazione e riqualificazione della parte esistente da mantenere (palazzetto coperto e relativi impianti). A seguire ed in sovrapposizione le progettazioni dell’anello da 400m e delle infrastrutture sul territorio.

Passione, storia e credo hanno portato tanti risultati sportivi e la candidatura di Baselga di Pinè all’evento sportivo più ambito: saranno le stesse qualità a permetterci di svolgere in modo efficiente l’evento del 2026 e a permetterci di realizzare un complesso di opere che porteranno sviluppo al nostro meraviglioso territorio e benessere condiviso per la nostra gente e per le future generazioni”.

Bibliografia
  1. Descamps P., Le Monde Diplomatique, “Quand la montagne s’émancipe du ski alpin”, aprile 2021.
  2. Amodio L., Il Tazebao, “Alessandra Romano: L’innovazione nasce in ambienti ad alto tasso di diversità. La scuola? Sia la prima a praticare l’inclusività”, 27/01/2021.
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